Baccarecce, comune di Pescorocchiano (RI)

Dista circa 80 km da Roma. Si trova a circa 800 m sopra il livello del mare.
Vista dall’alto Baccarecce risulta somigliare ad una Y che si distende orizzontalmente: le tre vie principali via Pace, via sant’Antonio e via della Madonna dipartono da una modesta piazza, rinominata nel 2005 piazza Giovanni Paolo II. Il paese non presenta attrazioni turistiche, tuttavia garantisce paesaggi bellissimi e un’infinita tranquillità lontano dallo stress urbano.

Storia - Panorama 1940

Panorama Anno 1940

 

 La flora è ricca di castagni  ed altri membri della famiglia delle fagaceae, come querce e faggi (meno rappresentati). A circa una mezz’ora di cammino da Baccarecce, nel bosco, si possono osservare le rovine di un castello medievale che domina sulla valle dove il fiume Salto si immette nel lago del Salto. E’ ciò che resta (molto poco, per la verità) del Castello di Macchiatimone, una fortezza medievale costruita nel XII secolo e abbandonata nel XVII, che appartenne dapprima al feudatario Gentile Vetulo, quindi a Bartolomeo Castiglione, ed infine alla famiglia Savelli.

Alcune immagini delle zone principali del paese

Molto praticati sono l’agricoltura e l’allevamento soprattutto di pecore e maiali. Gli abitanti di baccarecce sono inoltre molto legati alla cura dei castagneti e alla raccolta delle castagne. Prima che giunga la stagione della raccolta (ottobre-novembre) gli abitanti rastrellano il sottobosco per evitare che le castagne cadano fra le foglie ed  i ricci, cosa che renderebbe più difficile l’operazione successiva, la raccolta per l’appunto. Questo procedimento è detto in dialetto “sommonnatura” termine che affonda le sue radici nel verbo latino “mondare”, pulire, con l’aggiunta della preposizione “sub”, sotto. La raccolta delle castagne rappresenta una vera e propria tradizione qui a Baccarecce perchè costituisce anche un’ importante occasione di incontro. Le castagne vengono raccolte in cesti di vimini artigianali che in dialetto prendono il nome di “panarelle” o semplicemente di “panare” come anche in altre zone del Cicolano. Il dialetto di Baccarecce rientra nel gruppo dei dialetti Sabini e il significato delle frasi è quasi sempre di facile intuizione . Molte parole ci sono derivate direttamente dal latino (e.g. cerasa=ciliegia> lat cerasa,ae).

Se si viene qui d’estate, non è molto improbabile che vi sia offerto un “follacciano” e in questo caso non è scontato comprendere cosa esso sia effettivamente. Il “Follacciano”, il cui etimo potrebbe essere dal latino follis o folliculus=borsa, sacchetto, che alluderebbe dunque alla forma del frutto, è il ficoIl maggior contributo al dialetto di Baccarecce viene, tuttavia, da quello reatino e negli ultimi anni il dialetto è stato arricchito di parole che derivano dal romanesco (portate da quanti si sono trasferiti a Roma da Baccarecce), non reperibili comunque nel dialetto dei più anziani. Il terremoto del 13 gennaio 1915 distrusse parte del paese che poi fu ricostruito.

Baccarecce ha tre chiese: una si trova nella parte alta del paese dove si celebrano le messe ogni domenica, un’altra  si trova sulla strada della Madonna e l’ultima detta l’ “immaginetta” si trova in un punto di facile accesso sia per gli abitanti di Baccarecce che per gli abitanti di Pace. Il Paese è molto devoto alla SS.Trinità e, in suo onore, si svolge ogni anno un pellegrinaggio a Vallepietra (RM), nel periodo compreso tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

Si ringrazia Alessio Petrungaro per l’accurata ricostruzione e
la pubblicazione dell’articolo sul sito.

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