Un pensiero sulla Fonte…

Non posso non condividere con tutti voi, dei magnifici versi giunti a me poco tempo fa tramite il gruppo di Facebook, protagonista proprio la Fonte di Baccarecce. (Leggete in basso)

La Fonte

“…vi sono stato credo meno di una decina di anni fa. Vi andavano le ragazze, mi si dice, a lavare e sciacquare i panni.
Per scendervi una volta presi un malanno alla gola per l’eccessivo respirare umidità in salita. Mi si dice che vi erano costumi che richiamavano l’antica Roma. Gli equi vi stanziarono. I coloni romani che dimoravano timorosi ed aggrediti dai nerboruti autoctoni che credo di lingua Osca nelle fertili radure del Corvaro, presero coraggio e si inerpicarono fin lassù: fondarono o ingrandirono Nersae. Secoli dopo, furono i guerrieri longobardi che da Spoleto sino alla Valle dei Varri e da lì  ovvio discesero giù in questa fonte abitata da spiriti arcani alla fine  benigni. Le ragazze – sempre bellissime a Baccarecce e sempre vezzosamente chiamate con poetici nomi, eufonici  – non avevan paura: come le loro antenate andavan alla ricerca del bel guerriero violento. Mi si dice che era un prendere botte e vergate. Voleva dire che erano amate. Spesso dalle botte si passava ascose tra i boschi e l’amore diveniva ferace come la natura, i fiori, i prati, le erbe, gli alberi, gli uccelli tripudianti: Nessuna tragedia. Baccarecce prosperava. Alla Fonte l’amore alitava gioioso e generoso. Non giungeva sin laggiù l’arcigno veto all’amabile abbraccio.”

Grazie a C.T. per questa condivisione.

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